Oreste Agosto non ha dubbi: “La riforma Delrio è incostituzionale”

Oreste Agosto non ha dubbi: “La riforma Delrio è incostituzionale”

novembre 27, 2018 0 Di

Il problema delle Province è stato illegittimamente affrontato con la riforma del 2014 e presenta evidenti profili di incostituzionalità. Come è noto infatti, l’articolo 114 della Costituzione sancisce che gli enti costitutivi della Repubblica sono “i comuni, le province, le città metropolitane, le regioni e lo Stato”. La riforma Del Rio ha sostanzialmente eliminato l’istituzione Provincia. La ratio legislativa di contenimento della spesa pubblica delle istituzioni, non può essere una ragione legittima e costituzionale dell’ipotizzato riordino istituzionale. La Corte Costituzionale ha affrontato esclusivamente la legittimità del sistema indiretto di elezione degli organi provinciali. Sta di fatto che il sostanziale annullamento della Istituzione Provincia sta creando impatti negativi sui territori. In primis, gravissime ripercussioni si hanno in materia di scuole e della relativa programmazione della rete scolastica nonché della gestione dell’edilizia scolastica delle scuole di secondo grado. Senza poi considerare gli effetti negativi in materia di pianificazione dei trasporti e della gestione delle strade provinciali. Ancora, una assenza istituzionale decisiva si verifica in materia ambientale, in materia di valorizzazione dell’ambiente, compresi i controlli sulle acque e sulle emissioni atmosferiche ed elettromagnetiche. Le competenze sono state totalmente annullate per l’impossibilità di funzionamento degli uffici e delle strutture. Un’altra gravissima compromissione si è verificata in materia di organizzazione dello smaltimento dei rifiuti, della prevenzione dalle calamità, di protezione della flora, della fauna, dei parchi e delle riserve naturali. Non da ultimo, inesistenti sono le azioni provinciali sia in materia di sviluppo economico e del mercato del lavoro che delle attività del settore produttivo, turistico, socio culturale e sportivo. In definitiva il sistema repubblicano è stato privato, da una riforma incostituzionale, di una delle più importanti istituzioni. Non solo problemi di democrazia diretta e partecipata, ma anche violazioni del principio di sussidiarietà amministrativa il quale prevede che le funzioni pubbliche vengano prioritariamente attribuite agli enti territoriali, che si trovano in una posizione di maggiore vicinanza con i cittadini. Tale legislazione, viola la legge costituzionale del 2001 che ha riformato il precedente testo dell’articolo 114 della Costituzione, che vedeva in primo piano le funzioni della Regione. Si impone, pertanto, un cambio di rotta legislativo, con il recupero e rafforzamento dell’istituzione Provincia. Per quanto concerne la Regione, sarebbe opportuno un ridimensionamento delle attività e competenze amministrative, facendo salva solo la potestà legislativa concorrente, nelle materie già fissato dall’articolo 117 della Costituzione. Infine un problema dolente riguarda i cosiddetti “comuni polvere” italiani, quelli al di sotto dei 5000 abitanti che sono pari a circa il 70% dei comuni del territorio nazionale,   in Campania  oltre 300. Dovrebbe essere previsto l’obbligo legislativo di fusione dei piccoli comuni, facendo salvo il principio di rappresentatività da parte delle popolazioni e stabilendo una gestione integrata obbligatoria di servizi e funzioni per i cittadini, determinando così una reale efficienza ed efficacia degli enti locali. Con queste tre mosse i cittadini italiani conseguirebbero risposte efficienti ed efficaci ai bisogni quotidiani.