Io la vedo così…di Giovanni Perna

Io la vedo così…di Giovanni Perna

marzo 17, 2019 0 Di

Scrivo mentre ascolto che la Salernitana, in silenzio stampa, andrà in ritiro dopo la sconfitta di Livorno.
Onestamente non credo ci resterà fino alla vigilia della gara col Venezia.
Ma se così fosse, parleremmo di un periodo lungo quasi come quello del romitaggio estivo.
E questo ritiro 2.0 (in verità dovremmo ricordarci anche quello invernale, ma non mi pare abbia lasciato traccia) dovrebbe servire… Non so bene a cosa.
O meglio, ad una cosa servirà di sicuro. Ad allentare la pressione. Questa pressione additata non solo dai protagonisti, ma anche da tanti osservatori privilegiati, come causa dei cattivi risultati.
Buona, ultima causa. Elemento finale di tante tra quelle che hanno accompagnato questo ultimo quadriennio.
E che, non senza pesanti complicità, tanto tempo ci hanno fatto perdere.
Certo di colpevoli dimenticanze, chè vado a memoria, proverò a ripescarne qualcuna.
In questo lungo tempo, chi ha evidenziato le criticità di questa gestione è stato etichettato come persona non di Salerno, titolare scuole calcio, genitore di giovani calciatori scartati ai provini, portatore di antipatie personali, bisteccone da tastiera, ignorante nel senso che ignora, gufo.
 E ancora giullare, doppiafacciacomesanMatteo, nemico di Salerno.
Abbiamo visto le magagne tecniche ribaltate, i Donnarumma svogliati, i Cenaj predestinati.
Gli amuleti. Tanti.
Abbiamo sentito di ingaggi onerosi precedenti, di piani triennali, di asticelle alzate.
Non da soli, non senza pesanti complicità.
Una vasta teoria di analfabeti di ritorno e mentecatti di sola andata ha inquinato l’arena social.
Da tutte le parti, per correttezza di esposizione.
Arena indicata come Male assoluto, a seconda di tempi e convenienza.
Ma i numeri, i numeri restano.
E si sono riprodotti in tante copie, sempre uguali, sempre sovrapponibili.
Fino a diventare solco profondo inciso su pietra.
Quelli, insieme ai fatti, li possono vedere tutti.
E, forse, a questo punto non chiedono più conto e ragione. Solo una Grazia letteraria.
Di dare pace al povero Ennio Flaiano, tirato in ballo con la frase del soccorso portato ai vincitori, translitterata (con quanta cognizione di causa?) nell’immagine del Carro.
Flaiano, la sua memoria, non lo merita.
Anche perché mica ha scritto solo questo.
Ha scritto pure cose tipo: “Si battono per l’Idea, non avendone.”
Ne traggano insegnamento, sui carri dove non si doveva salire, sulle navi da dove non si deve scendere.