Federico II, docente universitario con attività privata di ingegnere: indagato Ennio Cascetta, danno da 900mila euro

Federico II, docente universitario con attività privata di ingegnere: indagato Ennio Cascetta, danno da 900mila euro

luglio 1, 2019 0 Di

I finanzieri del Comando provinciale di Napoli hanno ricostruito e quantificato un danno erariale di circa 900 mila euro, dal 2012 al 2015, sofferto dall’Università degli Studi “Federico II” di Napoli perché un suo professore ordinario, Ennio Cascetta, in regime di tempo pieno, ha indebitamente percepito compensi da attività libero professionale quale ingegnere, in assoluta incompatibilità con lo status di docente ordinario. Cascetta, ex assessore comunale e regionale, è presidente della società Metropolitana di Napoli spa, che realizza il metrò cittadino, ed è stato presidente dell’Anas..

L’attività d’indagine, è stata gestita da Davide Vitale, della procura regionale della Corte dei conti per la Campania, diretta dal procuratore Michele Oricchio.

L’inchiesta, condotta dai finanzieri della compagnia di Portici, ha inoltre permesso di accertare un ulteriore danno pubblico, derivante dalla differenza tra le somme percepite come stipendio nella sua qualità di professore a tempo pieno e quelle che invece gli sarebbero spettate a titolo di professore a tempo definito. Opzione, quest’ultima, che, anche se esercitata non avrebbe attenuato le responsabilità del docente in quanto, secondo l’accusa, “le tipologie di committenze/incarichi ricevute, nella maggior parte dei casi, incardinano attività totalmente incompatibili con lo status di dipendente pubblico”.

Le attività investigative, si legge in una nota, hanno inoltre consentito di accertare che Cascetta, “nell’immediatezza delle esternazioni delle attività ispettive a suo carico, ha stipulato atti di donazione a favore dei figli, finalizzati al depauperamento dell’integrale componente immobiliare del suo patrimonio”.

La magistratura contabile, a seguito di tale attività, ha emesso nei confronti del professore atto di “invito a dedurre, con contestuale richiesta di sequestro conservativo ante causam”, autorizzato dalla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti Campania, che ha disposto il sequestro fino alla concorrenza di 871.408,52 euro delle disponibilità riconducibili al professore oltre a un’imbarcazione da diporto a motore lunga oltre 12 metri e iscritta alla Capitaneria di Porto di Viareggio.

Per la magistratura contabile, inoltre, l’amministrazione della Federico II, pur danneggiata, “è stata passiva e non ha posto in essere nessuna attività perché fosse rispettato il regolamento relativo agli incarichi extraistituzionali, condizionata dall’indiscusso potere accademico nonchè politico” del docente.

Nel pomeriggio arriva una prima risposta del proferros Cascetta: “Sono sorpreso e amareggiato – dice – per il sequestro cautelare dei miei beni da parte della Corte dei Conti, in relazione a presunte attività professionali svolte nel corso della mia attività di professore universitario a tempo pieno  negli anni 2012 – 2015. Si tratta di una contestazione, a mio modo di vedere, palesemente infondata come dimostrato anche all’accertamento condotto sul punto dalla stessa università Federico II, soggetto particolarmente titolato per riconoscere la natura prettamente scientifica dell’attività da me svolta e, in quanto tale, consentita dalla norma”.

Cascetta aggiunge: “A ulteriore riprova la medesima attività scientifica è risultata in pubblicazioni e indici di qualità che sono i più alti in Italia nel mio settore disciplinare; né in questi anni ho mai firmato nessuno dei miei lavori con il titolo e il sigillo di ingegnere”.

“Trovo molto pesante – sottolinea il professore –  il riferimento ai miei figli per donazioni molto antecedenti l’inchiesta e che nulla hanno a che vedere con questa incresciosa vicenda che mi vede, oltretutto, vittima anche per un conteggio davvero singolare della cifra contestata sulla quale ho  già pagato le tasse fino all’ultimo centesimo e che finirei per pagare due volte.Confido pertanto in una revoca rapida del provvedimento di sequestro e nella possibilità di difendere la mia correttezza nelle sedi  opportune”.